Come creare un buon ambiente di lavoro

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Investire per creare un ambiente di lavoro positivo e piacevole da vivere è oggi una priorità in tutte le aziende. Le persone sentono sempre più la necessità di avere un equilibrio vita lavoro, di valorizzare il proprio tempo e di esprimersi a tutto tondo. Solo un contesto lavorativo che soddisfi questi bisogni può dirsi un buon ambiente.

I trend che hanno investito il mondo lavorativo nel post-pandemia parlano chiaro: la professione non è più la via principale per la realizzazione di sé. Zaid Khan, l’ingegnere ventiquattrenne di New York che ha lanciato su Tik Tok il movimento del quiet quitting afferma: “Il lavoro non è la tua vita e il tuo valore come persona non è definito dai tuoi risultati produttivi”.

Quando le aziende non sono in grado di rispondere alle esigenze dei lavoratori, si trovano travolte dall’ondata di dimissioni volontarie. Se invece riescono a recepire la portata dell’enorme cambiamento sociale in atto, si devono attrezzare per dare un contributo costruttivo a questo cambio di paradigma.

 

Caratteristiche di un ambiente di lavoro positivo

Con questo articolo vogliamo delineare quali siano gli elementi a cui le aziende devono prestare attenzione per creare benessere in azienda.
La cultura aziendale è l’identità peculiare delle singole aziende: essa è al tempo stesso terreno per la costruzione dei rapporti fra collaboratori e manager a tutti i livelli, e prodotto delle relazioni fra gli stessi. Un ambiente di lavoro positivo si può identificare attraverso la cultura aziendale.
“La cultura si mangia la strategia a colazione”.
L’affermazione di Peter Drucker vuole porre l’accento sull’importanza primaria del DNA aziendale, prima che di ogni progettazione. La cultura coinvolge l’essenza dell’azienda e richiede lunghissimo tempo per cambiare.
Per fare una verifica sullo stato delle cose in azienda e muovere i primi passi verso un cambiamento positivo, si deve guardare al clima che vi si respira. Questo è fatto della quotidianità delle persone e delle loro emozioni, atteggiamenti e inclinazioni. Spesso si sente parlare di clima aziendale tossico: ossia di un ambiente che avvelena e soffoca gli individui. Numerosi studi, tra cui quelli condotti da Six Seconds, rivelano che le performance aziendali sono profondamente connesse al clima, e che esistono vital signs (segni vitali) per misurarlo.
Vogliamo qui indicare tre punti chiave richiesti alle aziende da questo periodo storico:

  • Vision: definire una visione aziendale che porti con sé possibilità di contributo alla società e di autorealizzazione del singolo.
    “Le persone cercheranno di impegnarsi nelle attività che le aiutano a soddisfare i propri bisogni, anche se probabilmente saranno solo parzialmente conosce di questo processo. Le attività lavorative si sono naturalmente sviluppate in maniere tali da contribuire alla soddisfazione di questi bisogni e ora devono evolversi, raggiungendo il prossimo livello”.
    La citazione è tratta da “Coaching” di John Whitmore e fa riferimento alla piramide dei bisogni di Maslow. È finito il tempo in cui il lavoro deve unicamente soddisfare i bisogni primari delle persone con le entrate che garantiscano di pagare una casa, il cibo e i vestiti. Anche il livello del prestigio individuale e del riconoscimento altrui ha raggiunto il capolinea. Le aziende devono iniziare a riflettere sul vertice della piramide: quello dello scopo comune e del significato profondo.
  • Valori: il lavoro è legato a valori condivisi. Questo porta le aziende a dover considerare con maggiore attenzione i bisogni di tutte le persone coinvolte, dai dipendenti ai clienti, ma anche della comunità locale e dell’ambiente in generale. Per questo motivo, i lavoratori interrogano sempre più spesso le aziende, anche in fase di colloquio d’assunzione, sulle politiche sociali e ambientali; i clienti scelgono prodotti ecosostenibili; la comunità si fa volontariamente portavoce di attività e prodotti che siano allineati con i loro principi etici.
  • Comunicazione: in un buon ambiente di lavoro c’è apertura all’altro, ascolto, fiducia e collaborazione. Per implementare un rapporto di questo tipo c’è bisogno di tempo: quando ci si riesce a ritagliare lo spazio per un confronto costruttivo, in cui tutti possano apportare un contributo, si otterranno grandi guadagni. Performance, scadenze e urgenze saranno accantonate solo in apparenza, perché la costruzione di un clima aziendale, in cui tutti si sentano partecipi e coinvolti avrà frutti ben più importanti e duraturi.

Qualità di un leader per creare un ambiente positivo

Per creare la cultura aziendale che permetta di stimolare un ambiente di lavoro piacevole, la figura del leader è essenziale. Il tipo di leadership che viene adottato in azienda è alla base del fiorire dell’azienda stessa. Il capo o manager che si occupa quotidianamente delle persone e del loro benessere è un leader che promuove la crescita dell’azienda, ponendo le fondamenta nella creazione di un ambiente positivo.
Si possono individuare alcune caratteristiche e qualità di questo tipo di leadership: le persone che la abbracciano assumono un ruolo di supporto e di servizio per l’intera organizzazione, ispirando i team ad autogovernarsi e mettendo il focus sul bene comune. Questo leader favorisce il lavoro di squadra e il prendersi a cuore gli impegni. Egli è un capo che crede nel valore dell’interdipendenza e che è coerente con sé stesso e con lo scopo aziendale.
Solitamente, un capo con queste caratteristiche:

  • Dedica tempo al suo team.
  • Genera autonomia nelle persone.
  • Semplifica la vita ad ognuno.
  • Si fa carico delle esigenze personali e professionali di ciascuno all’interno dell’organizzazione.
  • Crea ambienti e momenti di condivisione motivanti.
  • Valorizza i singoli e ne sostiene la crescita.  

È importante che in azienda regni una solida cultura del feedback al fine di mantenere attenzione e consapevolezza sull’agire coerente. Capita a volte che un’eccessiva fiducia in sé possa spingere ad assumere atteggiamenti da “guru”, che fanno regredire il leader a un livello di sviluppo personale precedente e, con lui, regredisce anche il clima aziendale.

Come l’ambiente di lavoro influisce sul benessere personale

Il concetto di benessere del lavoratore è piuttosto recente: risale agli anni Ottanta la definizione di wellness come “agio” e non più come assenza di malattia. Da quegli anni è fiorita un’ampia letteratura in merito allo stress da lavoro e agli elementi che influiscono negativamente sulla salute mentale, oltre che fisica del lavoratore.
Nel 1985, Deci e Ryan hanno sviluppato la Teoria dell’Autodeterminazione, che sostiene che il benessere di un individuo è il risultato della soddisfazione di tre bisogni psicologici di base:

  • Bisogno di autonomia: sentirsi libero di agire, sapendo che si è spinti dalla propria volontà e non da vincoli, dando prova di intraprendenza.
  • Bisogno di competenza: avere fiducia di agire con competenza nel proprio ambiente di lavoro, portando avanti compiti che ritenga importanti e di valore.
  • Bisogno di relazioni: avere la possibilità di sviluppare relazioni sicure e positive nel proprio contesto sociale.

Un ambiente di lavoro che soddisfi autonomia, competenza e costruzione di relazioni positive sarà quindi promotore di benessere per tutti i lavoratori che vi partecipano.
La nostra ventennale esperienza di coaching e training alla leadership in numerose aziende ci spinge a confermare quanto emerge dalla teoria di Deci e Ryan. Se sei interessato a saperne di più, puoi contattarci per una telefonata conoscitiva.

 

Di: Francesca Bisi

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