Competenze manageriali: lo sviluppo del potenziale delle persone

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Quando si parla di sviluppare il potenziale delle persone, si ha spesso una percezione di un’area soft, indubbiamente importante, ma non così determinante come impatto sulla performance aziendale.

La penso in modo diverso.

Credo che lo sviluppo del potenziale delle persone abbia una doppia valenza: da un lato aumenta la soddisfazione delle persone, con conseguente impatto sul benessere dell’azienda, dall’altro migliora l’efficienza dell’organizzazione con un conseguente impatto economico molto significativo.

Infatti, una delle competenze di leadership più richieste è proprio la capacità di vedere il potenziale di sviluppo delle persone e creare le condizioni affinchè questo si esprima, diventando concretamente patrimonio della persona e dell’azienda.

Pensate a quante strategie ed iniziative vengono messe a punto per attrarre i talenti in azienda, senza poi creare le condizioni per gestire la crescita e lo sviluppo dei talenti che sono stati inseriti spesso con investimenti molto importanti.

Diversi studi (in primis K. Blanchard) dimostrano che, in assenza di una leadership efficace, il potenziale espresso mediamente dalle persone si attesta attorno al 55-60%; gli stessi studi segmentano le persone in tre blocchi principali: 

  • i leali e collaborativi (circa il 26%) 
  • gli indifferenti (fanno il loro lavoro senza particolare coinvolgimento e profondità e sono in media il 55%)
  • i contrari ( manifestano e diffondono malcontento e sono circa il 19%). 

Quindi, se siamo in questa situazione potremmo fare un conto economico: fatto 100 il costo azienda di un team (un ufficio, un reparto, la prima linea di responsabili) abbiamo soltanto il 55% realmente disponibile nella attività aziendali ed è piuttosto semplice fare i conti (ogni 100.000 euro di costo del personale ne buttiamo alle ortiche 45.000, poi magari risparmiamo sulla cancelleria..)

Non solo, spesso mi dicono che reparti e/o uffici aziendali sono sotto organico, ma qui serve attenzione: se il potenziale espresso dalle persone è l’80% allora è probabile che si sia un po’ tirati, ma se il potenziale espresso è 55%-60% il problema non è inserire nuove persone, ma far lavorare bene le persone già presenti.

Questo è il compito di un leader: identificare i potenziali inespressi e creare un ambiente motivante che agevoli lo sviluppo delle persone e, di conseguenza, dell’organizzazione.

 

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I nostri interventi sono sempre specifici, personalizzati e calibrati sulle esigenze di sviluppo organizzativo di ogni singolo cliente.

Carlo Bisi

 

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